Successioni e limiti di successioni¶
Parte 3 · Limiti di successioni · Capitolo 1 · dalle dispense di Fabio Furini · PDF del capitolo
1. Definizione di successione e proprietà¶
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Consideriamo l'insieme \(\mathbb{N}\) degli interi non negativi ordinato secondo l'ordine naturale
\[ \mathbb{N}: 0,1,2,3,\dots,n,\dots \]
Definizione 1: di successione
Una successione è una relazione che associa a ogni numero naturale \(n \in \mathbb{N}\) (o da un certo numero naturale \(n_0\) in poi) un numero reale \(a_n \in \R\).
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Una successione è quindi una funzione:
\[ f: \mathbb{N} \rightarrow \mathbb{R} \]\[ f: n \mapsto a_n \]o eventualmente
\[ f: \{n \in \mathbb{N}: n \ge n_0\} \rightarrow \mathbb{R} \]per un certo intero \(n_0 \in \N\) fissato.
La successione associa alla variabile di input \(n\) il valore in output \(a_n\).
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Il fatto che il dominio della funzione \(f\) sia l'insieme dei naturali, rende possibile scrivere la successione enumerando i suoi valori, nell'ordine in cui essi si succedono al crescere di \(n\):
\[ a_0,~~a_1,~~a_2,~~ \dots,~~ a_n,~~ \dots \] -
I puntini di sospensione dopo \(a_n\) indicano che non stiamo considerando soltanto i primi \(n\) termini della successione (cioè un insieme finito di numeri), ma l'intera successione di infiniti termini (cioè un insieme infinito di numeri).
Esempio 1: Successioni
L'ultima successione si chiama successione costante.
Esempio 2: Successioni
Possiamo rappresentare graficamente le successioni con i punti del piano cartesiano di coordinate \((n, a_n)\).
Esempio 3: Grafico di successione
Il grafico della successione \(n \mapsto n^2\) con \(n\in\{0,1,2,3,4\}\) è:
Per indicare una successione useremo la notazione:
eventualmente precisando l'insieme in cui varia la variabile di input \(n\) (tutto l'insieme \(\mathbb{N}\) o da un certo valore \(n_0 \in \N\) in poi).
Una successione \(\{a_n\}\) è limitata se esistono due numeri \(m \in \R\) e \(M \in \R\) tali che:
È limitata inferiormente se esiste \(m\). È limitata superiormente se esiste \(M\).
Esempio 4: Successioni limitate
-
la successione \(\left\{ (-1)^n \right\}\) è limitata
-
la successione \(\left\{ n^2 \right\}\) è limitata solo inferiormente
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la successione \(\left\{( -2)^n \right\}\) non è limitata (né inferiormente, né superiormente).
Definizione 2: di proprietà posseduta definitivamente
Diciamo che una successione \(\{a_n\}\) possiede (o acquista) definitivamente una certa proprietà se esiste \(\tilde{n} \in \mathbb{N}\) tale che \(a_n\) soddisfa quella proprietà per ogni \(n \ge \tilde{n}\).
Esempio 5: Proprietà possedute definitivamente
Consideriamo la successione \(\left\{ n - 2 \: \sqrt{n} \right\}\). Il grafico della successione con \(n\in\{0,1,2,\dots,10\}\) è:
Questa successione è definitivamente positiva. Con \(n=4\) abbiamo \(a_n=0\), quindi prendendo \(\tilde{n}=5\), si ha \(a_n > 0\) con \(n \ge \tilde{n}\).
Esempio 6: Proprietà possedute definitivamente
Consideriamo ora la successione \(\left \{ \frac{1}{n} \right \}\). Il grafico della successione con \(n\in\{1,2,\dots,4\}\) è:
Questa successione è definitivamente minore di \(10^{-100}\). Con \(n=10^{100}\) abbiamo \(a_n =10^{-100}\), quindi prendendo ad esempio \(\tilde{n} = 10^{100} +1\) si ha \(a_n < 10^{-100}\) con \(n \ge \tilde{n}\).
1.1 Successioni convergenti e definizione di limite di successioni¶
Definizione 3: di successione convergente
Una successione \(\{ a_n\}\) si dice convergente se esiste un numero \(\ell \in \mathbb{R}\) tale che:
per ogni \(\varepsilon > 0\).
Una successione \(\{ a_n\}\) si dice quindi convergente se per ogni \(\varepsilon > 0\) (piccolo a piacere) esiste un numero \(n(\varepsilon) \in \N\) tale che:
Il numero \(n(\varepsilon)\) dipende (in generale) dal valore di \(\varepsilon\). Se la successione \(\{a_n\}\) è convergente, ad essa è quindi associato il numero \(\ell \in \R\).
Definizione 4: di limite della successione
Il numero \(\ell \in \R\) che compare nella disuguaglianza \(\eqref{limite_successione}\) si chiama limite della successione \(\{a_n\}\), e si scrive della successione che:
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si legge, rispettivamente:
-
**** il limite di \(a_n\), per \(n\) che tende all'infinito, è \(\ell\)
-
**** \(a_n\) tende a \(\ell\) per \(n\) che tende all'infinito
-
La disuguaglianza \(\eqref{limite_successione}\) corrisponde alle seguenti due:
-
Rappresentando graficamente i punti di una successione abbiamo:
La condizione di convergenza significa che, fissata una striscia orizzontale “stretta a piacere”:
\[ [\ell - \varepsilon, \ell + \varepsilon] \]da un certo valore di \(n\) in poi, chiamato \(n(\varepsilon)\), i punti \(a_n\) della successione non escono più da questa striscia. Nel grafico di prima, fissata la larghezza della striscia, abbiamo i valori \(a_n\) all'interno della striscia per \(n \ge n(\varepsilon)\).
Teorema 1: di unicità del limite della successione
Se una successione \(\{a_n\}\) converge al limite \(\ell \in \R\) allora tale limite è unico.
Dimostrazione
Supponiamo per assurdo che esistano due limiti differenti, \(\ell_1\) e \(\ell_2\), associati alla medesima successione \(\{a_n\}\). Allora risulterebbe, definitivamente, per ogni \(\varepsilon >0\):
Abbiamo utilizzato la diseguaglianza triangolare. La \(\eqref{MMM}\), potendo scegliere \(\varepsilon >0\) piccolo in maniera arbitraria, può essere soddisfatta se e solo se:
Quindi non possono esistere due valori differenti \(\ell_1\) e \(\ell_2\) e di conseguenza il limite (se esiste) è unico. □
Esempio 7: Verifica del limite di successione
Il grafico della successione \(n \mapsto \frac{(-1)^n}{n}\), ad esempio a partire da \(n=9\), è compreso nella striscia orizzontale:
data da \(\ell=0\) e \(\varepsilon = \frac{1}{8}\). Con \(n=8\) abbiamo \(a_n=\frac{1}{8}\), con \(n=9\) abbiamo \(a_n=-\frac{1}{9}\), quindi
Per dimostrare che:
dobbiamo verificare che per ogni \(\varepsilon>0\) esiste \(n(\varepsilon) \in \N\) tale che
La diseguaglianza equivale a
Fissato \(\varepsilon > 0\), basterà scegliere il primo intero
per soddisfare la condizione richiesta dalla definizione di limite.
Le successioni convergenti sono (definitivamente) limitate.
Esempio 8: Verifica del limite di successione
Consideriamo la successione:
Questo è il grafico della successione con \(n\in\{2,3,\dots,20\}\):
Vediamo che i valori \(a_n\) si avvicinano a \(1\), quindi cerchiamo di dimostrare, usando la definizione di limite, che:
Dobbiamo verificare che per ogni \(\varepsilon>0\) esiste \(n(\varepsilon) \in \N\) tale che:
La disuguaglianza di sinistra è sempre soddisfatta (il numeratore della frazione è sempre più grande del denominatore). Prendiamo quella di destra:
Fissato \(\varepsilon > 0\), basterà scegliere il primo intero
per soddisfare la condizione richiesta dalla definizione di limite.
Esempio 9: Verifica del limite di successione
Per l'esempio precedente, abbiamo dimostrato che il limite vale \(1\). Verifichiamo ora cosa succede fissando \(\varepsilon=\frac{1}{2}\). In questo caso \(n\left(\frac{1}{2}\right)> \frac{2+1/2}{1/2}=5\).
Fissando invece \(\varepsilon=\frac{1}{4}\), in questo caso abbiamo \(n\left(\frac{1}{4}\right)> \frac{2+1/4}{1/4}=9\).
Esempio 10: Verifica del limite di successione
Consideriamo la successione:
Questo è il grafico della successione con \(n\in\{1,2,\dots,20\}\):
Vediamo che i valori \(a_n\) si avvicinano a \(1\), quindi cerchiamo di dimostrare, usando la definizione di limite, che:
Dobbiamo verificare che per ogni \(\varepsilon>0\) esiste \(n(\varepsilon) \in \N\) tale che:
La disuguaglianza di sinistra è sempre soddisfatta (2 elevato a un numero razionale positivo), mentre quella di destra, prendendo il logaritmo in base \(2\), otteniamo:
Quindi è soddisfatta se:
Fissato \(\varepsilon > 0\), basta scegliere il primo intero
per soddisfare la condizione richiesta dalla definizione di limite.
Esempio 11: Limite di successioni
Consideriamo la successione:
Questo è il grafico della successione con \(n\in\{1,2,\dots,50\}\):
Vediamo che i valori \(a_n\) si avvicinano a \(0\), quindi cerchiamo di dimostrare, usando la definizione di limite, che :
Dobbiamo verificare che per ogni \(\varepsilon>0\) esiste \(n(\varepsilon) \in \N\) tale che:
La disuguaglianza di sinistra è sempre soddisfatta (il logaritmo in base \(e\) di un numero più grande di 1), mentre quella di destra, elevando a potenza, otteniamo:
Fissato \(\varepsilon > 0\), basta scegliere il primo intero
per soddisfare la condizione richiesta dalla definizione di limite.
Prova tu — il grafico interattivo qui sotto ti fa vedere quello che hai appena letto: muovi i cursori.
1.2 Successioni divergenti e successioni irregolari¶
Definizione 5: di successione divergente a \(+\infty\)
Una successione \(\{ a_n\}\) si dice divergente a \(+\infty\) se per ogni \(M>0\) esiste un numero \(n(M) \in \N\) tale che:
Definizione 6: di successione divergente a \(-\infty\)
Una successione \(\{ a_n\}\) si dice divergente a \(-\infty\) se per ogni \(M>0\) esiste un numero \(n(M) \in \N\) tale che:
Il numero \(n(M)\) dipende (in generale) dal valore di \(M\).
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Diremo nei due casi, rispettivamente, che \(+\infty\) e \(-\infty\) sono i limiti della successione e scriveremo, rispettivamente:
\[ \lim_{n \rightarrow +\infty} a_n = +\infty {\rm ~~~~~oppure~~~~~} \lim_{n \rightarrow +\infty} a_n = -\infty \]I valori di una successione divergente a \(\ip\) superano, definitivamente, qualunque numero reale fissato. I valori di una successione divergente a \(\im\) scendono al di sotto, definitivamente, di qualunque numero reale fissato.
I simboli \(+\infty\) e \(-\infty\) non sono numeri.
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Se rappresentiamo i numeri reali sulla retta euclidea, ogni numero corrisponde a un punto e ogni punto a un numero.
-
Con i simboli \(+\infty\) e \(-\infty\) conveniamo di indicare due “punti”:
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\(+\infty\) sta alla destra di ogni punto di \(\mathbb{R}\)
-
\(-\infty\) sta alla sinistra di ogni punto di \(\mathbb{R}\)
a questi due punti non corrisponde però alcun numero.
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-
Sui simboli \(+\infty\) e \(-\infty\) le operazioni di somma e prodotto con le proprietà indicate in \(R_1\) e \(R_2\) non sono definite, anche se potremo fare “parzialmente” queste operazioni (come vedremo in seguito).
Definizione 7: dell'insieme \(\mathbb{R}^*\)
L'insieme dei numeri reali \(\mathbb{R}\) con l'aggiunta dei due elementi \(+\infty\) e \(-\infty\) sarà indicato:
- Possiamo rappresentare “visivamente” l'insieme \(\mathbb{R}^*\) mettendo in corrispondenza biunivoca i punti della retta con quelli di una semicirconferenza (proiettandoli dal centro della semicirconferenza sulla retta \(\mathbb{R}\)):
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Ai punti \(A\) e \(B\) non corrisponde su \(\mathbb{R}\) alcun punto; diremo che \(-\infty\) è il “corrispondente” del punto \(A\) e \(+\infty\) il “corrispondente” di \(B\).
-
L'operazione di limite risulta completamente significativa se ambientata in \(\mathbb{R}^*\) invece che in \(\mathbb{R}\), cioè il limite di una successione può essere un numero reale \(\ell\) oppure \(+\infty\) oppure \(-\infty\).
Le successioni il cui limite è un numero reale sono convergenti, quelle il cui limite è \(+\infty\) oppure \(-\infty\) sono divergenti.
Esempio 12: Successioni convergenti e divergenti
-
la successione canonica \(\{ n \}\) è divergente a \(+\infty\);
-
la successione \(\{ 2^n \}\) è divergente a \(+\infty\);
-
la successione \(\{ -2^n \}\) è divergente a \(-\infty\);
-
la successione \(\{ 2^{\frac{1}{n}} \}\) è convergente a \(1\).
Osservazione 1
Dimostrazione
Se \(\alpha>0\), dobbiamo dimostrare che la successione diverge a \(\ip\). Dobbiamo quindi verificare che per ogni \(M>0\) esiste \(n(M) \in \N\) tale che
La disuguaglianza
Fissato \(M > 0\), quindi basterà scegliere il primo intero
per soddisfare la condizione richiesta di divergenza.
Quindi non esiste nessun \(M>0\) tale per cui \(n^{\alpha} \le M\) con \(n \in \N\) e la successione non è limitata. Quindi \(n^{\alpha} \rr \ip\) per \(n \rr \ip\).
Se \(\alpha<0\), dobbiamo verificare che per ogni \(\varepsilon>0\) esiste \(n(\varepsilon) \in \N\) tale che
La disuguaglianza di sinistra è sempre soddisfatta. La disuguaglianza di destra, dato che \(n^{\alpha}=\frac{1}{n^{|\alpha|}}\), otteniamo
che è soddisfatta se
Fissato \(\varepsilon > 0\), basterà scegliere il primo intero
per soddisfare la condizione richiesta dalla definizione di limite. □
- Infine osserviamo che ci sono successioni che non sono né convergenti né divergenti
Definizione 8: di successione irregolare o indeterminata
Una successione che non è né convergente né divergente si dice irregolare o indeterminata.
Esempio 13: Successioni irregolari
-
la successione \(\{ (-1)^n \}\) non è né convergente né divergente (ma è limitata)
-
la successione \(\{ (-2)^n \}\) non è né convergente né divergente (e nemmeno limitata).
- Per le successioni irregolari, l'operazione di limite non è definita, ovvero il loro limite non esiste.
Riassumendo, l'operazione di calcolare il limite consente di rispondere in forma rigorosa alla domanda: come si comportano i numeri \(a_n\) quando \(n\) diventa sempre più grande?
2. Insiemi non limitati e loro estremi superiori/inferiori¶
- È comodo adottare la convenzione introdotta per i limiti anche per il \(\sup\) e per l'\(\inf\), estendendo la definizione di queste quantità nel modo seguente
Definizione 9: di estremo superiore e inferiore \(\sup\) e \(\inf\) (insiemi non limitati)
Se un insieme \(E \subseteq \mathbb{R}\) non è limitato superiormente (inferiormente) diremo che
-
In questo modo la proprietà \(R_4\) dei numeri reali può essere enunciata così:
- \(R_4 \rightarrow\) ogni insieme \(E \subseteq \mathbb{R}\) non vuoto è dotato di estremo superiore e inferiore; \(\sup E\) (\(\inf E\)) è un numero se \(E\) è limitato superiormente (inferiormente) altrimenti è \(+\infty\) (\(-\infty\)).
3. Successioni infinitesime e infinite¶
Definizione 10: di successione infinitesima
Una successione \(\{a_n\}\) tendente a zero si dice infinitesima
Esempio 14: Successioni infinitesime
-
la successione \(\left\{ \frac{1}{n} \right\}\) è infinitesima
-
la successione \(\left\{ \frac{1}{n^2} \right\}\) è infinitesima
- Il concetto di infinitesimo gioca un ruolo centrale ed è fondamentale anche per avere un'immagine intuitiva corretta ed efficace dei concetti del calcolo infinitesimale.
“infinitesimo” non è un “numero infinitamente piccolo” (concetto privo di senso) ma una quantità variabile (successione o, come vedremo, funzione), che diviene indefinitamente piccola.
Definizione 11: di successione infinita
Una successione \(\{a_n\}\) tendente a \(\pm \infty\) si dice infinita
Esempio 15: Successioni infinite
-
la successione \(\left\{ n^2 \right\}\) è infinita
-
la successione \(\left\{ n! \right\}\) è infinita
- Talvolta è possibile precisare se una successione convergente si avvicina al suo limite per eccesso o per difetto
Definizione 12: di limite per eccesso
Si dice che la successione \(\{a_n\}\) tende a \(\ell \in \mathbb{R}\) per eccesso e si scrive
se per ogni \(\varepsilon > 0\) si ha che
Definizione 13: di limite per difetto
Si dice che la successione \(\{a_n\}\) tende a \(\ell \in \mathbb{R}\) per difetto e si scrive
se per ogni \(\varepsilon > 0\) si ha che
-
Dire che \(a_n \rightarrow \ell^+\) per \(n \rr \ip\) significa affermare che \(a_n \rightarrow \ell\) e inoltre \(a_n \ge \ell\) definitivamente; dunque \(a_n\) si avvicina ad \(\ell\) da sopra, ossia approssima \(\ell\) per eccesso.
-
Dire che \(a_n \rightarrow \ell^-\) per \(n \rr \ip\) significa affermare che \(a_n \rightarrow \ell\) e inoltre \(a_n \le \ell\) definitivamente; dunque \(a_n\) si avvicina ad \(\ell\) da sotto, ossia approssima \(\ell\) per difetto.
Esempio 16: Successione con limite per eccesso
Esempio 17: Successione con limite per difetto
Esempio 18: Successione con limite ma né per difetto né per eccesso
In questo caso non si può affermare né che \(a_n \rightarrow 0^+\) né \(a_n \rightarrow 0^-\) per \(n \rr \ip\).
4. Successioni monotone¶
Definizione 14: di successioni monotone
Una successione \(\{a_n\}\) si dice monotona crescente se:
Una successione \(\{a_n\}\) si dice monotona strettamente crescente se:
Una successione \(\{a_n\}\) si dice monotona decrescente se:
Una successione \(\{a_n\}\) si dice monotona strettamente decrescente se:
Esempio 19: Successioni monotone crescenti/decrescenti
-
La successione \(\{ n^2\}\) è monotona strettamente crescente
-
La successione \(\left\{ \frac{1}{n} \right\}\) è monotona strettamente decrescente
-
La successione \(\left\{ (-1)^n \right\}\) non è monotona
-
ogni successione costante è monotona (crescente o decrescente, non strettamente)
- Riguardo all'operazione di limite, queste successioni hanno una importanza particolare; infatti esse non sono mai irregolari, ma sono convergenti oppure divergenti a seconda che siano limitate oppure no.
Teorema 2: di monotonia delle successioni
-
Sia \(\{a_n\}\) una successione monotona crescente e superiormente limitata. Allora \(\{a_n\}\) è convergente, e il suo limite è uguale a
\[ \sup \{a_n: n \in \N\}. \] -
Sia \(\{a_n\}\) una successione monotona decrescente e inferiormente limitata. Allora \(\{a_n\}\) è convergente, e il suo limite è uguale a
\[ \inf \{a_n: n \in \N\}. \]
Dimostrazione
Consideriamo il caso delle successioni monotone crescenti e superiormente limitate.
Poiché la successione è limitata superiormente, l'insieme dei valori assunti dalla successione \(\{a_n : n \in \N\}\) è limitato superiormente.
Per la proprietà dell'estremo superiore di cui gode \(\R\), esiste quindi l'estremo superiore a valore finito, che denotiamo \(\ell\):
Occorre ora dimostrare che
e quindi che per ogni \(\varepsilon > 0\) si ha
La seconda disuguaglianza è ovvia. Per ogni \(n \in \N\) abbiamo
dato che \(\ell\) è l'estremo superiore di \(\{a_n : n \in \N\}\) e un maggiorante.
Per definizione di estremo superiore, \(\ell\) è il minimo dei maggioranti dell'insieme \(\{ a_n: n \in \N\}\). Perciò, essendo
certamente \(\ell - \varepsilon\) non è un maggiorante dell'insieme \(\{ a_n: n \in \N\}\). Questo significa che esiste un \(n(\varepsilon) \in \N\) per cui
D'altro canto la successione è monotona crescente, perciò per ogni \(n \ge n(\varepsilon)\) risulta \(a_n \ge a_{n(\varepsilon)}\). Abbiamo quindi provato che
Abbiamo di conseguenza la tesi:
In maniera analoga si dimostra il caso delle successioni monotone decrescenti e inferiormente limitate. □
-
L'idea della prova è resa dalla seguente figura:
-
Per esprimere anche simbolicamente che il limite è il \(\sup\) (o l'\(\inf\)) di una successione crescente (o decrescente) si usa la notazione
\[ a_n \uparrow \ell {\rm ~~~oppure~~~} a_n \downarrow \ell \]Questo in particolare implica che \(a_n \rightarrow \ell^-\) (rispettivamente, \(\ell^+\) ), ma contiene una ulteriore informazione: la monotonia della successione.
-
Questo teorema è una conseguenza dell'assioma di continuità \(R_4\) dei numeri reali e pertanto vale se l'ambiente che consideriamo è \(\R\). Ad esempio non è vero che una successione crescente e limitata di numeri razionali ammette sempre limite razionale, cioè in \(\Q\).
Esempio 20: Successione crescente e limitata di \(\Q\)
Sia \(\{a_n\}\) la successione così definita:
\[ a_0 = 0, a_1 = 0,1, a_2= 0,1011, a_3= 0,10110111, a_4= 0,1011011101111 \dots \]Al passo \(n\) si aggiunge al numero decimale ottenuto al passo precedente una cifra zero seguita da \(n\) cifre uguali a \(1\). La successione \(\{a_n\}\) è evidentemente crescente, e superiormente limitata (ad esempio, \(a_n \le 1\)).
-
In \(\R\) la successione converge al numero \(\sup \{a_n : n \in \N\}\), che dopo la virgola presenta un allineamento decimale illimitato e non periodico di cifre (una cifra 1, una cifra 0, due cifre 1, una cifra 0, tre cifre 1, una cifra 0, e così via all'infinito)
-
Quindi il limite della successione è un numero irrazionale. Quest'esempio mostra che nell'insieme \(\Q\) il teorema di monotonia è falso.
-
-
Il teorema di monotonia delle successioni si può completare con il prossimo corollario, che considera successioni limitate o illimitate.
Corollario 1: del teorema di monotonia delle successioni
Sia \(\{a_n\}\) una successione monotona crescente. Allora esiste
Dimostrazione
Se \(\{a_n\}\) è superiormente limitata, l'enunciato è contenuto nel teorema Teorema 2 di monotonia delle successioni.
Se invece \(\{a_n\}\) è superiormente illimitata, questo significa che fissato \(M > 0\) esiste un \(n(M) \in \N\) tale che
D'altro canto la successione è crescente, perciò per ogni \(n \ge n(M)\) si ha
Abbiamo quindi provato che per ogni \(M>0\) abbiamo \(a_n > M\), definitivamente. Questo significa che \(a_n \rightarrow +\infty\) per \(n \rr \ip\). □
Riassumendo abbiamo:
-
se \(\{a_n\}\) è superiormente limitata, allora converge (e il suo limite è uguale all'estremo superiore dei suoi valori, che in questo caso è un numero reale)
-
se invece \(\{a_n\}\) è superiormente illimitata, allora \(a_n\) tende a \(+\infty\) (che in questo caso è pari all'estremo superiore dei suoi valori).
Una successione monotona, converge o diverge (non può essere irregolare).
5. Limiti delle progressioni geometriche¶
-
Consideriamo la progressione geometrica di ragione \(a \in \R\):
\[ 1,~~a,~~a^2,~~a^3,~~ \dots,~~ a^n,~~ \dots \]equivale alla successione \(\{a^n\}\):
\[ n \mapsto a^n \] -
Se \(a > 1\), la successione è monotona crescente e illimitata superiormente.
-
Se \(a = 1\), la successione è costante.
-
Se \(0 < a < 1\), la successione è monotona decrescente e tende a zero.
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Se \(a\) è negativo, la successione non è monotona.
Osservazione 2
Dimostrazione
Se \(|a| <1\), dobbiamo verificare che per ogni \(\varepsilon>0\) esiste \(n(\varepsilon) \in \N\) tale che
Quindi si deve verificare che
La prima diseguaglianza è sempre vera mentre la seconda è soddisfatta se
Fissato \(\varepsilon > 0\), basterà scegliere il primo intero
per soddisfare la condizione richiesta dalla definizione di limite.
Se \(a > 1\), dobbiamo verificare che per ogni \(M>0\) esiste \(n(M) \in \N\) tale che
La disuguaglianza
Fissato \(M > 0\), quindi basterà scegliere il primo intero
per soddisfare la condizione richiesta di divergenza. □
Esempio 21: Progressione geometrica infinitesima e monotona decrescente
Esempio 22: Progressione geometrica infinitesima (ma non monotona)
Esempio 23: Progressione geometrica divergente
Esempio 24: Progressione geometrica né convergente né divergente