Cardinalità degli insiemi infiniti¶
Parte 1 · Numeri e logica · Capitolo 11 · dalle dispense di Fabio Furini · PDF del capitolo
1. Potenza del numerabile¶
È possibile confrontare la “numerosità” degli insiemi infiniti?
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Affrontiamo il discorso a partire dagli insiemi numerici notevoli che abbiamo introdotto: \(\N, \Z, \Q, \R\) e chiediamoci: quanti sono gli elementi di ciascuno di questi insiemi?
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Intuitivamente, la risposta sembra ovvia: ciascuno di questi insiemi ha infiniti elementi; tuttavia i numeri razionali sono più numerosi dei numeri interi, essendo \(\Z \subset \Q\), e per lo stesso motivo i numeri reali sono più numerosi dei numeri razionali, essendo \(\Q \subset \R\).
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Come possiamo affermare, al tempo stesso, che due insiemi sono entrambi infiniti, ma uno è più numeroso dell'altro?
Com'è possibile, in generale, confrontare la numerosità degli insiemi infiniti?
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Per dar senso a queste domande, prima ancora che per sapervi rispondere, occorre definire cosa si intenda per uguale numerosità di due insiemi.
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Astraendo dall'esperienza del contare gli elementi di un insieme finito, si è giunti a identificare l'idea di uguale numerosità con quella di corrispondenza biunivoca:
Definizione 1: di uguale cardinalità di due insiemi
Due insiemi \(A\), \(B\) si dicono di uguale cardinalità (o potenza) se possono essere messi in corrispondenza biunivoca tra loro, cioè se esiste una legge che associa ad ogni elemento di \(A\) uno e un solo elemento di \(B\), e viceversa.
- La cardinalità (o potenza) di un insieme traduce l'idea intuitiva di numerosità
Osservazione 1
L'insieme dei numeri interi \(~\Z\) e l'insieme dei numeri naturali \(~\N\) hanno la stessa cardinalità
Dimostrazione
La seguente legge mette in corrispondenza biunivoca i numeri interi e i numeri naturali:
| \(\Z\) | 0 | 1 | -1 | 2 | - 2 | … | \(n\) | \(-n\) | … | |
| \(\updownarrow\) | \(\updownarrow\) | \(\updownarrow\) | \(\updownarrow\) | \(\updownarrow\) | \(\updownarrow\) | \(\updownarrow\) | ||||
| \(\N\) | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | … | \(2\:n-1\) | \(2\:n\) | … |
- Quindi, anche se dal punto di vista dell'inclusione \(\Z\) ha “più elementi” di \(\N\) (nel senso che ha tutti gli elementi di \(\N\) più altri), gli insiemi hanno la stessa cardinalità.
Due insiemi che hanno la stessa cardinalità si dicono anche equipotenti e vanno pensati come ugualmente numerosi.
Definizione 2: di insieme numerabile
Si dice numerabile un insieme che ha la stessa cardinalità di \(\N\).
- Il termine numerabile indica che gli elementi dell'insieme si possono enumerare, ossia disporre in un elenco numerato (posto 1, posto 2, posto 3, … )
La cardinalità di \(\N\) prende il nome di potenza del numerabile.
Teorema 1
L'insieme \(\Q\) è numerabile
Dimostrazione
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Cominciamo a dimostrare che l'insieme dei numeri razionali positivi è numerabile.
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Per far questo, rappresentiamo i numeri razionali positivi come frazioni \(n/m\), con \(n\), \(m\) interi positivi, e disponiamo queste frazioni in una tabella triangolare infinita, al modo seguente:
\(\frac{n}{m}\), con \(n+m=\dots\) 2 \(\frac{1}{1}\) 3 \(\frac{1}{2}\) \(\frac{2}{1}\) 4 \(\frac{1}{3}\) \(\frac{2}{2}\) \(\frac{3}{1}\) 5 \(\frac{1}{4}\) \(\frac{2}{3}\) \(\frac{3}{2}\) \(\frac{4}{1}\) … … Si noti che: tutte le frazioni che rappresentano numeri razionali positivi compaiono in questa tabella almeno una volta; alcuni sono ripetuti più volte (ad es. \(\frac{1}{1} = \frac{2}{2}\)). Ogni riga ha lunghezza finita.
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Quindi possiamo mettere in corrispondenza biunivoca \(\N\) con l'insieme dei razionali positivi, percorrendo la tabella, riga dopo riga (e saltando un elemento quando è uguale ad uno già incontrato). Ad esempio:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 … \(\frac{1}{1}\) \(\frac{1}{2}\) \(\frac{2}{1}\) \(\frac{1}{3}\) \(\frac{3}{1}\) \(\frac{1}{4}\) \(\frac{2}{3}\) \(\frac{3}{2}\) \(\frac{4}{1}\) … (si noti che abbiamo saltato \(\frac{2}{2}\) perché uguale a \(\frac{1}{1}\), già incontrato).
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Questo dimostra che l'insieme dei razionali positivi è numerabile.
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Allora anche \(\Q\) è numerabile, e questo si può provare con una dimostrazione analoga a quella con cui abbiamo provato che \(\Z\) è numerabile: detti \(q_1, q_2, q_3, \dots\) i razionali positivi, si pone:
\(\N\) 0 1 2 3 4 5 6 … \(\updownarrow\) \(\updownarrow\) \(\updownarrow\) \(\updownarrow\) \(\updownarrow\) \(\updownarrow\) \(\updownarrow\) \(\Q\) 0 \(q_1\) \(-q_1\) \(q_2\) \(-q_2\) \(q_3\) \(-q_3\) … che realizza una corrispondenza biunivoca tra \(\N\) e \(\Q\).
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- Aver scoperto che diversi insiemi infiniti, uno propriamente contenuto nell'altro \((\N, \Z, \Q)\), hanno la stessa cardinalità, potrebbe far pensare che questo sia vero per tutti gli insiemi infiniti. Ciò non è vero, come mostrato nella prossima sezione.
2. Potenza del continuo¶
Teorema 2
L'insieme dei numeri reali \(~\R\) non è numerabile
- La tecnica di dimostrazione prende il nome di procedimento diagonale di Cantor
Dimostrazione
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Proveremo che l'intervallo \([0, 1]\) ha una cardinalità non numerabile, da cui ovviamente segue la non numerabilità di \(\R\)
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Supponiamo dunque per assurdo che \([0, 1]\) sia numerabile e disponiamo tutti i numeri reali dell'intervallo \([0 , 1]\) in un elenco \(r_1 , r_2, r_3, \dots\)
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Scriviamo ogni numero \(r_i\) in forma decimale:
\[ 0.a_1 a_2 a_3 \dots \]dove gli \(a_i\) sono cifre da \(0\) a \(9\); se le cifre sono tutte zero si ha \(r_i =0\) e se sono tutte nove si ha \(r_i = 0.\overline{9} = 1\)):
\[\begin{align*} r_1=&0.a_{11} a_{12} a_{13} \dots \\ r_2=&0.a_{21} a_{22} a_{23} \dots \\ r_3=&0.a_{31} a_{32} a_{33} \dots \\ \dots \end{align*}\] -
Definiamo ora il seguente numero decimale:
\[ r=0.b_1 b_2 b_3 \dots \]dove le cifre \(b_i\) sono definite con la seguente regola:
\[ b_i = \begin{cases} 5 & {\rm se~~} a_{ii} {\rm ~~è~una~cifra~~} 0, 1, 2, 3 {\rm ~~o~~} 4\\ 4 & {\rm se~~} a_{ii} {\rm ~~è~una~cifra~~} 5, 6, 7, 8 {\rm ~~o~~} 9\\ \end{cases} \]Con questa definizione risulta \(b_i \neq a_{ii}\) per ogni \(i\). Si noti che il numero \(r\) è stato costruito ragionando sulla diagonale della tabella infinita che ha per righe i numeri \(r_i\), da cui il nome del procedimento.
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Dimostrazione
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Osserviamo ora che \(r\) è un numero reale appartenente all'intervallo \([0, 1]\) (perché è del tipo \(0.b_1 b_2b_3 \dots\) con tutte le cifre uguali a 4 o 5) e d'altro canto non è uguale a nessuno dei numeri \(r_i\) dell'elenco, in quanto:
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\(\rightarrow\) \(r \neq r_1\) la prima cifra di \(r\) è diversa dalla prima cifra di \(r_1\) (\(b_1 \neq a_{11})\);
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\(\rightarrow\) \(r \neq r_2\) la seconda cifra di \(r\) è diversa dalla seconda cifra di \(r_2\) (\(b_2 \neq a_{22})\);
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\(\rightarrow\) …
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Ma questo porta a una contraddizione, avevamo supposto che gli \(r_i\) esaurissero completamente l'insieme dei numeri reali dell'intervallo \([0, 1]\). Dunque \([0, 1]\) non è numerabile.
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Poiché \(\N\) non può essere messo in corrispondenza biunivoca con \(\R\), ma può essere messo in corrispondenza biunivoca con un sottoinsieme proprio di \(\R\) (\(\N\) stesso!), diciamo che \(\N\) ha cardinalità minore di \(\R\).
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Notiamo anche che l'intervallo \([0, 1]\), e qualsiasi intervallo di \(\R\) (aperto o chiuso, limitato o illimitato) ha la stessa cardinalità di \(\R\).
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Questo fatto si può dimostrare ad esempio con una costruzione geometrica elementare, che realizza una corrispondenza biunivoca tra punti della retta e di un segmento \([A,B]\); come mostra la seguente figura, tracciando opportuni segmenti dai due punti fissati \(P_1\) , \(P_2\) alla retta stessa:
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Questo implica che, ad esempio, i punti di una retta hanno la stessa cardinalità dei punti di un segmento.
La cardinalità di \(\R\) prende il nome di potenza del continuo.
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Non solo ogni intervallo di \(\R\) ha questa stessa cardinalità. Si può dimostrare che lo stesso vale per il piano, per lo spazio tridimensionale e per i loro sottoinsiemi “continui”: per esempio, un piano e una sfera hanno entrambi la potenza del continuo.
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Abbiamo incontrato fin qui solo due livelli gerarchici di infinito: la potenza del numerabile e quella del continuo. Non si deve credere che esistano solo queste due! Ad esempio, l'insieme di tutti i sottoinsiemi di \(\R\) è ancora più numeroso di \(\R\); e con questo procedimento si può sempre costruire un insieme più numeroso di un insieme dato.
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Perciò i livelli gerarchici delle cardinalità infinite sono anch'essi infiniti.