Teorema di Weierstrass e teorema dei valori intermedi¶
Parte 3 · Limiti di funzioni e continuità · Capitolo 9 · dalle dispense di Fabio Furini · PDF del capitolo
1. Teorema di Weierstrass¶
- Il seguente teorema stabilisce condizioni sufficienti ma non necessarie affinché una funzione abbia massimo e minimo.
Teorema 1: di Weierstrass
Se una funzione \(f: [a,b] \rr \R\) è continua nell'intervallo \([a,b]\) allora ha massimo \(M\) e minimo \(m\) in \([a,b]\).
Sotto le ipotesi del teorema esistono:
Si dice che \(x_m\) è punto di minimo per \(f\) e \(m = f (x_m)\) è il minimo di \(f\).
Si dice che \(x_M\) è punto di massimo per \(f\) e \(M = f (x_M)\) è il massimo di \(f\).
Proprietà dell'estremo superiore/inferiore
-
Dati due sottoinsiemi \(E_1\), \(E_2\) non vuoti di \(\R\) abbiamo:
\[ \sup \big(E_1 \cup E_2 \big) = \max \big(\sup E_1, \sup E_2 \big) \]Questa proprietà è vera per insiemi sia limitati che illimitati. Se uno o entrambi gli insiemi sono superiormente illimitati abbiamo: \(\sup (E_1 \cup E_2) = \ip\). Per l'estremo inferiore abbiamo:
\[ \inf \big(E_1 \cup E_2 \big) = \min \big(\inf E_1, \inf E_2 \big) \]
Dimostrazione
Proveremo che \(f\) ammetta massimo in \([a, b]\). Consideriamo la funzione:
Si tratta ora di dimostrare che:
-
\(i)\) \(\ell\) assuma valore finito, ovvero \(\ell \in \R\);
-
\(ii)\) \(\ell\) sia uguale a \(f(x_0)\) per un qualche \(x_0\in [a,b]\) (e quindi \(\ell\) è il massimo e \(x_0\) è il punto di massimo).
Suddividiamo l'intervallo \([a, b]\) in due intervalli uguali: \(I_{1}\) e \(I_{2}\); per le proprietà dell'estremo superiore abbiamo:
Quindi per uno dei due intervalli, che chiamiamo \([a_1, b_1]\), sarà vero che:
Suddividiamo ora \([a_1 , b_1]\) in due intervalli uguali; per uno di questi, che chiamiamo \([a_2, b_2]\), sarà vero che:
Procedendo per dicotomia, così facendo, costruiamo una successione di intervalli \([a_n, b_n]\), ciascuno contenuto nei precedenti, con le proprietà:
-
la successione \(\{a_n\}\) è monotona crescente e limitata e la successione \(\{b_n\}\) monotona decrescente e limitata;
-
\(b_n - a_n = \frac{b-a}{2^n} \rr 0 {\rm~~per~~} n \rr \ip;\)
-
\(\displaystyle \ell = \sup_{[a_n,b_n]} f\) ( l'estremo superiore di \(f\) si trova nell'intervallo \([a_n,b_n]\))
Per lo stesso ragionamento fatto nella dimostrazione del teorema degli zeri (che utilizza il teorema di monotonia delle successioni), dai punti 1) e 2) segue che le successioni \(\{a_n\}\) e \(\{b_n\}\) convergono ad uno stesso limite \(x_0 \in [a, b]\):
Procediamo ora per casi. □
Dimostrazione
Caso 1: \(\ell \in \R\)
Se \(\ell \in \R\), per ogni \(n\) esiste un punto \(t_n \in [a_n, b_n]\) tale che:
Infatti, poiché \(\ell - \frac{1}{n}\) è minore di \(\ell\) che è il minimo dei maggioranti dei valori di \(f(x)\) in \([a_n, b_n]\), \(\ell - \frac{1}{n}\) non è un maggiorante, quindi esiste \(t_n \in [a_n, b_n]\) con la proprietà \(\eqref{RRRR}\).
Poiché \(t_n \in [a_n, b_n]\), e abbiamo:
per il teorema del confronto. Ancora per il teorema del confronto, la \(\eqref{RRRR}\) dà allora
D'altro canto, poiché \(f\) è continua e \(t_n \rr x_0\) si ha che:
Allora, poiché \(\ell\) è il \(\sup\) dei valori di \(f\) in \([a, b]\), \(\ell\) è il massimo di \(f\) in \([a, b]\), ed è assunto nel punto \(x_0\), punto di massimo. In questo caso perciò il teorema è dimostrato.
Caso 2: \(\ell = \ip\)
Se \(\ell = \ip\), per ogni \(n\) esiste un punto \(t_n \in [a_n,b_n]\) tale che:
Ragionando come sopra si prova che \(t_n \rr x_0\) per un certo \(x_0 \in [a, b]\). Poiché \(f\) è continua in \(x_0\):
ma per la \(\eqref{RRRRR}\) abbiamo
che è un assurdo dato che in \(x_0\) la funzione deve avere un valore finito. Quindi questo caso non si può verificare.
Analogamente si prova che la funzione ammetta minimo in \([a, b]\). □
La dimostrazione è una prova di esistenza costruttiva (simile a quella del teorema degli zeri) che però non può essere utilizzata in maniera algoritmica dato che, dopo ogni bisezione, non è noto a priori l'intervallo a cui è associato l'estremo superiore o inferiore.
Le ipotesi del teorema di Weierstrass sono tutte essenziali
-
L'intervallo deve essere chiuso
Consideriamo come controesempio:
\[ f(x) = x {\rm ~~con~~} x \in (0,1) \]La funzione è continua su un intervallo limitato, ma non chiuso. In questo caso, la funzione non ha né massimo né minimo (il suo estremo superiore, \(1\), e il suo estremo inferiore, \(0\); e non sono assunti dalla funzione).
-
L'intervallo deve essere limitato
Consideriamo come controesempio:
\[ f(x) = x {\rm ~~con~~} x \in \R \]La funzione è continua su un intervallo non limitato ma non ha né massimo né minimo (non è nemmeno limitata).
-
La funzione deve essere continua
Consideriamo come controesempio:
\[ f(x) = \begin{cases} x & {\rm ~~per~~} x \in (0,1)\\ \frac{1}{2} & {\rm ~~per~~} x=0 {\rm ~~e~~} x=1 \end{cases} \]La funzione è definita su un intervallo chiuso e limitato \([0, 1]\) ma non è continua. La funzione non ha né massimo né minimo (il suo estremo superiore, \(1\), e il suo estremo inferiore, \(0\); e non sono assunti dalla funzione).
2. Teorema dei valori intermedi¶
Teorema 2: dei valori intermedi
Se una funzione \(f: [a,b] \rr \R\) è continua in \([a,b]\), allora ha massimo \(M\) e minimo \(m\) in \([a,b]\) e assume tutti i valori compresi fra \(m\) e \(M\).
Siamo sotto le ipotesi del teorema di Weierstrass quindi abbiamo:
Il teorema dei valori intermedi ci dice inoltre che:
Questa proprietà prende il nome di proprietà dei valori intermedi.
Dimostrazione
Dal teorema di Weierstrass abbiamo punto di massimo \(x_{M}\) e punto di minimo \(x_m\) tali che \(f(x_M)=M\) (massimo) e \(f(x_m)=m\) (minimo) in \([a,b]\). Sia
e consideriamo la funzione
che è continua dato che \(f(x)\) è continua in \([a,b]\) e \(x_m, x_M \in [a,b]\).
Quindi:
Allora, dal teorema degli zeri, esiste \(x(\lambda) \in (x_m,x_M)\) tale che:
□
- Presa una funzione continua in un intervallo \([a,b]\) abbiamo graficamente:
!!! esempio "Esempio 1: Funzione discontinua e assenza della proprietà dei valori intermedi"
Consideriamo ad esempio il grafico della seguente funzione discontinua in $[a,b]$:
{ .fig .ovale loading=lazy style="width:85%" }
Questa funzione non ha la proprietà dei valori intermedi ovvero i valori $\lambda \in (y_1,y_2)$ non sono uscite di $f$.
- Le proprietà dei due teoremi precedenti si possono sintetizzare nell'unico enunciato seguente:
Corollario 1
Se \(f: [a, b] \rr \R\) è continua, allora
cioè l'immagine di un intervallo \([a, b]\) è l'intervallo di estremi:
Dimostrazione
Derivato dal teorema di Weierstrass e dal teorema dei valori intermedi. □
Esempio 2: non validità del teorema dei valori intermedi in \(\Q\)
-
Sia
\[ f(x) = x^2 \]e consideriamo \(f\) come funzione definita dall'insieme \(\Q\) dei razionali a \(\Q\) stesso (questo è lecito perché il quadrato di un razionale è un razionale).
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Allora f non ha la proprietà dei valori intermedi.
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Infatti, ad esempio,
\[ f (1) = 1, f(2) = 4, \]ma \(f\) non assume tutti i valori razionali compresi tra 1 e 4: per esempio non assume mai il valore 2, o 3.
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In altre parole, la proprietà dei valori intermedi è vera per le funzioni continue grazie alle proprietà dell'insieme dei numeri reali.
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Questo è un ulteriore motivo per cui è utile avere come ambiente di lavoro l'insieme dei reali e non l'insieme dei razionali.
3. Teorema di esistenza della radice \(n\)-esima¶
Teorema 3
Per ogni \(y \in \R\), \(y > 0\) e \(n \in \N\), \(n \ge 1\), esiste uno e un solo \(x \in \R, x >0\), tale che \(x^n = y\).
Questo numero \(x\) si definisce radice \(n\)-esima di \(y\)
Dimostrazione
Consideriamo la funzione \(f (x) = x^n\).
Questa funzione è continua su tutto \(\R\), perché è il prodotto di \(n\) funzioni continue \(g (x) = x\).
Mostriamo che esistono
Se \(y=1\) la radice ennesima esiste ed è unica, inoltre:
-
Se \(y > 1\): basta scegliere
\[ x_1 = 1, x_2 = y {\rm ~~e~si~ha~~} x_1^n < y < x_2^n ~~~(1 < y < y^n) \] -
Se \(y < 1\): basta scegliere
\[ x_1 = y, x_2 = 1 {\rm ~~e~si~ha~~} x_1^n < y < x_2^n ~~~(y^n< y < 1 ) \]
Allora possiamo applicare il teorema dei valori intermedi alla funzione continua \(f(x) = x^n\) sull'intervallo \([x_1, x_2]\). Dove il suo minimo è \(x_1^n\) e il suo massimo è \(x_2^n\).
Poiché:
L'unicità deriva dal fatto che la funzione è strettamente crescente. □