Inversione di matrici¶
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1. Proprietà della matrice inversa¶
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Ricordiamo (si veda il capitolo sulle matrici) che una matrice quadrata \(\boldsymbol A \in \R^{n\times n}\) è invertibile se esiste una matrice \(\boldsymbol A^{-1} \in \R^{n\times n}\) tale che \(\boldsymbol A\boldsymbol A^{-1} = \boldsymbol A^{-1}\boldsymbol A = \boldsymbol I\). Una matrice quadrata non invertibile si dice singolare.
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In questo capitolo, \(\boldsymbol A'\) denota la trasposta di \(\boldsymbol A\), come nel capitolo sulle matrici.
Proposizione 1: Unicità dell'inversa
Sia \(\boldsymbol A \in \R^{n\times n}\) invertibile. Se \(\boldsymbol B, \boldsymbol C \in \R^{n\times n}\) sono tali che \(\boldsymbol A\boldsymbol B = \boldsymbol B\boldsymbol A = \boldsymbol I\) e \(\boldsymbol A\boldsymbol C = \boldsymbol C\boldsymbol A = \boldsymbol I\), allora \(\boldsymbol B = \boldsymbol C\).
Dimostrazione
Usando la proprietà associativa del prodotto tra matrici, si ha:
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Proposizione 2: Proprietà dell'inversa
Siano \(\boldsymbol A, \boldsymbol B \in \R^{n\times n}\) matrici invertibili. Allora:
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\(\boldsymbol A^{-1}\) è invertibile e \((\boldsymbol A^{-1})^{-1} = \boldsymbol A\);
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\(\boldsymbol A\boldsymbol B\) è invertibile e \((\boldsymbol A\boldsymbol B)^{-1} = \boldsymbol B^{-1}\boldsymbol A^{-1}\);
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\(\boldsymbol A'\) è invertibile e \((\boldsymbol A')^{-1} = (\boldsymbol A^{-1})'\);
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\(\det(\boldsymbol A) \neq 0\) e \(\det(\boldsymbol A^{-1}) = \dfrac{1}{\det(\boldsymbol A)}\).
Dimostrazione
Per l'unicità dell'inversa, in ciascun caso è sufficiente esibire una matrice che, moltiplicata a sinistra e a destra, dia \(\boldsymbol I\).
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Da \(\boldsymbol A^{-1}\boldsymbol A = \boldsymbol A\boldsymbol A^{-1} = \boldsymbol I\) segue che la matrice \(\boldsymbol A\) è l'inversa di \(\boldsymbol A^{-1}\).
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Usando la proprietà associativa:
\[ (\boldsymbol A\boldsymbol B)(\boldsymbol B^{-1}\boldsymbol A^{-1}) = \boldsymbol A(\boldsymbol B\boldsymbol B^{-1})\boldsymbol A^{-1} = \boldsymbol A\boldsymbol I\boldsymbol A^{-1} = \boldsymbol A\boldsymbol A^{-1} = \boldsymbol I, \]\[ (\boldsymbol B^{-1}\boldsymbol A^{-1})(\boldsymbol A\boldsymbol B) = \boldsymbol B^{-1}(\boldsymbol A^{-1}\boldsymbol A)\boldsymbol B = \boldsymbol B^{-1}\boldsymbol I\boldsymbol B = \boldsymbol B^{-1}\boldsymbol B = \boldsymbol I. \] -
Ricordiamo che \((\boldsymbol C\boldsymbol D)' = \boldsymbol D'\boldsymbol C'\) per ogni \(\boldsymbol C, \boldsymbol D \in \R^{n\times n}\): infatti, l'elemento \((i,j)\) di \((\boldsymbol C\boldsymbol D)'\) è l'elemento \((j,i)\) di \(\boldsymbol C\boldsymbol D\), cioè \(\sum_{k=1}^n c_{jk}d_{ki} = \sum_{k=1}^n d'_{ik}c'_{kj}\), che è l'elemento \((i,j)\) di \(\boldsymbol D'\boldsymbol C'\). Quindi, poiché \(\boldsymbol I' = \boldsymbol I\):
\[ \boldsymbol A'(\boldsymbol A^{-1})' = (\boldsymbol A^{-1}\boldsymbol A)' = \boldsymbol I' = \boldsymbol I, \qquad (\boldsymbol A^{-1})'\boldsymbol A' = (\boldsymbol A\boldsymbol A^{-1})' = \boldsymbol I' = \boldsymbol I. \] -
Dalla regola del prodotto dei determinanti (teorema di Binet):
\[ \det(\boldsymbol A)\det(\boldsymbol A^{-1}) = \det(\boldsymbol A\boldsymbol A^{-1}) = \det(\boldsymbol I) = 1. \]Quindi \(\det(\boldsymbol A)\neq 0\) e \(\det(\boldsymbol A^{-1}) = 1/\det(\boldsymbol A)\).
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Si noti l'ordine invertito in \((\boldsymbol A\boldsymbol B)^{-1} = \boldsymbol B^{-1}\boldsymbol A^{-1}\): poiché il prodotto tra matrici non è commutativo, in generale \((\boldsymbol A\boldsymbol B)^{-1} \neq \boldsymbol A^{-1}\boldsymbol B^{-1}\).
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La proprietà 4 mostra che una matrice con \(\det(\boldsymbol A) = 0\) non può essere invertibile, cioè è singolare.
2. Calcolo dell'inversa¶
2.1 Metodo di Gauss–Jordan¶
Metodo di Gauss–Jordan (idea). Per calcolare \( \boldsymbol A^{-1} \), si costruisce la matrice aumentata
e si applicano operazioni elementari di riga per trasformare il blocco sinistro nella matrice identità. Se si ottiene
allora \( \boldsymbol B = \boldsymbol A^{-1} \).
Esempio 1: matrice inversa con il metodo di Gauss–Jordan
Consideriamo
Calcoliamo la matrice inversa \(\boldsymbol A^{-1}\) con il metodo di Gauss–Jordan.
Poiché il blocco sinistro è la matrice identità, otteniamo:
Possiamo verificare:
Esempio 2: matrice inversa con il metodo di Gauss–Jordan
Consideriamo
Calcoliamo la matrice inversa \(\boldsymbol A^{-1}\) con il metodo di Gauss–Jordan.
Poiché il blocco sinistro è la matrice identità, otteniamo:
Esempio 3: matrice inversa con il metodo di Gauss–Jordan e scambio di righe
Consideriamo
Calcoliamo la matrice inversa \(\boldsymbol A^{-1}\) con il metodo di Gauss–Jordan. Poiché \(a_{11}=0\), iniziamo con uno scambio di righe.
Poiché il blocco sinistro è la matrice identità, otteniamo:
Osservazione 1: Matrici singolari e metodo di Gauss–Jordan
Sia \(\boldsymbol A \in \R^{n\times n}\). Se, applicando operazioni elementari di riga a \(\left(\boldsymbol A \mid \boldsymbol I\right)\), compare una riga nulla nel blocco sinistro, allora \(\det(\boldsymbol A) = 0\) e \(\boldsymbol A\) è singolare: il metodo si arresta e \(\boldsymbol A^{-1}\) non esiste.
Dimostrazione
Il blocco sinistro si ottiene da \(\boldsymbol A\) mediante operazioni elementari di riga. Ciascuna di esse moltiplica il determinante per un numero non nullo (\(-1\) per uno scambio di righe, \(\lambda\neq 0\) per la moltiplicazione di una riga per uno scalare, \(1\) per la somma a una riga di un multiplo di un'altra). Una matrice con una riga nulla ha determinante nullo (sviluppo di Laplace lungo quella riga), quindi \(\det(\boldsymbol A) = 0\). Per la proprietà 4 della Proposizione Proposizione 2, \(\boldsymbol A\) non è invertibile. □
Esempio 4: metodo di Gauss–Jordan su una matrice singolare
Consideriamo
Proviamo a calcolare \(\boldsymbol A^{-1}\) con il metodo di Gauss–Jordan.
La terza riga del blocco sinistro è nulla: il blocco sinistro non può essere trasformato nella matrice identità e il metodo si arresta. Dunque \(\boldsymbol A\) è singolare. Infatti, la terza riga di \(\boldsymbol A\) è la differenza tra la seconda e la prima riga, e
2.2 Inversa mediante la matrice aggiunta¶
- Ricordiamo (si veda il capitolo sulle matrici) che, data \(\boldsymbol A \in \R^{n\times n}\), il cofattore dell'elemento \(a_{ij}\) è \(C_{ij} = (-1)^{i+j}\det(\boldsymbol A_{ij})\), dove \(\boldsymbol A_{ij}\) è la matrice minore (complementare) ottenuta da \(\boldsymbol A\) eliminando la riga \(i\) e la colonna \(j\).
Definizione 1: Matrice dei cofattori e matrice aggiunta
Sia \(\boldsymbol A \in \R^{n\times n}\) con \(n\ge 2\). La matrice dei cofattori di \(\boldsymbol A\) è la matrice \(\boldsymbol C = (C_{ij}) \in \R^{n\times n}\) dei cofattori di \(\boldsymbol A\). La matrice aggiunta di \(\boldsymbol A\) è la trasposta della matrice dei cofattori:
Teorema 1: Formula della matrice aggiunta
Sia \(\boldsymbol A \in \R^{n\times n}\) con \(n\ge 2\). Allora
Di conseguenza, se \(\det(\boldsymbol A)\neq 0\), allora \(\boldsymbol A\) è invertibile e
Dimostrazione
L'elemento \((i,j)\) di \(\boldsymbol A\,\mathrm{adj}(\boldsymbol A)\) è
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Se \(i=j\), questo è lo sviluppo di Laplace di \(\det(\boldsymbol A)\) lungo la riga \(i\).
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Se \(i\neq j\), questo è lo sviluppo di Laplace lungo la riga \(j\) della matrice \(\widetilde{\boldsymbol A}\) ottenuta da \(\boldsymbol A\) sostituendo la riga \(j\) con la riga \(i\) (i cofattori \(C_{jk}\) non dipendono dalla riga \(j\)). La matrice \(\widetilde{\boldsymbol A}\) ha due righe uguali: scambiandole, \(\widetilde{\boldsymbol A}\) resta invariata mentre il suo determinante cambia segno, quindi \(\det(\widetilde{\boldsymbol A}) = -\det(\widetilde{\boldsymbol A})\), cioè \(\det(\widetilde{\boldsymbol A}) = 0\).
Quindi \(\boldsymbol A\,\mathrm{adj}(\boldsymbol A) = \det(\boldsymbol A)\,\boldsymbol I\). L'identità \(\mathrm{adj}(\boldsymbol A)\,\boldsymbol A = \det(\boldsymbol A)\,\boldsymbol I\) si ottiene allo stesso modo, usando sviluppi di Laplace lungo le colonne. Se \(\det(\boldsymbol A) \neq 0\), dividendo per \(\det(\boldsymbol A)\) si ottiene che \(\frac{1}{\det(\boldsymbol A)}\mathrm{adj}(\boldsymbol A)\) è l'inversa di \(\boldsymbol A\). □
Osservazione 2: Invertibilità e determinante
Una matrice quadrata \(\boldsymbol A \in \R^{n\times n}\) è invertibile se e solo se \(\det(\boldsymbol A) \neq 0\).
Dimostrazione
Se \(\boldsymbol A\) è invertibile, allora \(\det(\boldsymbol A)\neq 0\) per la proprietà 4 della Proposizione Proposizione 2. Viceversa, se \(\det(\boldsymbol A)\neq 0\), allora \(\boldsymbol A\) è invertibile per il Teorema Teorema 1 (per \(n=1\), \(\boldsymbol A = (a)\) con \(a\neq 0\) e \(\boldsymbol A^{-1} = (1/a)\)). □
Osservazione 3: Inversa di una matrice \(2\times 2\)
Sia
Allora
Dimostrazione
Le matrici minori di \(\boldsymbol A\) sono \(1\times 1\), quindi i cofattori sono \(C_{11} = d\), \(C_{12} = -c\), \(C_{21} = -b\), \(C_{22} = a\). Quindi
e la formula segue dal Teorema Teorema 1. □
Inversa di una matrice \(2\times 2\) (regola). Si scambiano i due elementi della diagonale, si cambia segno ai due elementi fuori diagonale e si divide per il determinante.
Esempio 5: inversa di una matrice \(2\times 2\) con la formula
Consideriamo di nuovo
Si ha \(\det(\boldsymbol A) = 2\cdot 1 - 1\cdot 1 = 1 \neq 0\), quindi
che è la matrice ottenuta con il metodo di Gauss–Jordan nell'Esempio Esempio 1.
Esempio 6: inversa di una matrice \(3\times 3\) con la formula della matrice aggiunta
Consideriamo di nuovo
Con lo sviluppo di Laplace lungo la prima riga:
I cofattori sono:
Quindi
e
che è la matrice ottenuta con il metodo di Gauss–Jordan nell'Esempio Esempio 2.
- Per \(n=2\) (e spesso per \(n=3\)) la formula della matrice aggiunta è comoda per i calcoli a mano. Per matrici di dimensioni maggiori, il metodo di Gauss–Jordan richiede molte meno operazioni.
Provalo nel laboratorio
lo stesso calcolo passo per passo: cambia la matrice e guarda come cambiano i passaggi.
Esercizi e laboratorio¶
- Esercizi · il foglio di esercizi di questo capitolo: 10 esercizi con le soluzioni svolte
- Laboratorio · Matrice inversa — Gauss–Jordan su \((\boldsymbol A \mid \boldsymbol I)\) oppure la formula con i cofattori.