Vai al contenuto

Problemi di ottimizzazione

5.1 Problemi di ottimizzazione

Definizione 5.1: problema di ottimizzazione in forma di minimo e in forma di massimo

Dati un insieme \(F \subseteq \mathbb{R}^n\) e una funzione \(f : D \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R}\), con \(F \subseteq D\), il problema di ottimizzazione associato \(P\) consiste:

  • nella forma di minimo, nel trovare un punto \(\tilde{\boldsymbol{x}}(P) \in F\) tale che

    \[ f(\tilde{\boldsymbol{x}}(P)) \le f(\boldsymbol{x}), \qquad \forall \boldsymbol{x} \in F; \]
  • nella forma di massimo, nel trovare un punto \(\tilde{\boldsymbol{x}}(P) \in F\) tale che

    \[ f(\tilde{\boldsymbol{x}}(P)) \ge f(\boldsymbol{x}), \qquad \forall \boldsymbol{x} \in F. \]

5.1.1 Regione ammissibile e funzione obiettivo

  • L'insieme \(F\) si chiama regione ammissibile del problema di ottimizzazione; i suoi punti \(\boldsymbol{x} \in F\) si chiamano soluzioni ammissibili del problema di ottimizzazione.

  • La funzione \(f\) è la funzione obiettivo del problema di ottimizzazione; essa assegna un valore obiettivo a ogni soluzione ammissibile.

Definizione 5.2: soluzione ottima e valore ottimo

  • Un punto \(\tilde{\boldsymbol{x}}(P) \in F\) si chiama soluzione ottima del problema di ottimizzazione.

    1. Nella forma di minimo,

      \[ \tilde{\boldsymbol{x}}(P) \in \argmin \{\, f(\boldsymbol{x}) \;\text{soggetto a}\; \boldsymbol{x} \in F \,\}. \]
    2. Nella forma di massimo,

      \[ \tilde{\boldsymbol{x}}(P) \in \argmax \{\, f(\boldsymbol{x}) \;\text{soggetto a}\; \boldsymbol{x} \in F \,\}. \]
  • Il valore \(f(\tilde{\boldsymbol{x}}(P))\) si chiama valore ottimo del problema di ottimizzazione e si indica con \(z(P)\).

    1. Nella forma di minimo,

      \[ z(P) = \underbrace{\min \{\, f(\boldsymbol{x}) \;\text{soggetto a}\; \boldsymbol{x} \in F \,\}}_{ =f(\tilde{\boldsymbol{x}}(P))}. \]
    2. Nella forma di massimo,

      \[ z(P) = \underbrace{\max \{\, f(\boldsymbol{x}) \;\text{soggetto a}\; \boldsymbol{x} \in F \,\}}_{ =f(\tilde{\boldsymbol{x}}(P))}. \]
  • Un problema di ottimizzazione può ammettere più soluzioni ottime (anche infinite) oppure nessuna. In questi casi, gli operatori \(\argmin\) e \(\argmax\) restituiscono l'intero insieme delle soluzioni ottime, quando esistono, e l'insieme vuoto altrimenti.

  • Con un leggero abuso di notazione:

    1. nella forma di minimo, scriviamo il problema di ottimizzazione come

      \[ \min \{\, f(\boldsymbol{x}) \;\text{soggetto a}\; \boldsymbol{x} \in F \,\}. \]
    2. nella forma di massimo, scriviamo il problema di ottimizzazione come

      \[ \max \{\, f(\boldsymbol{x}) \;\text{soggetto a}\; \boldsymbol{x} \in F \,\}. \]

    Sebbene si usino i simboli “\(\min\)” e “\(\max\)”, l'obiettivo di un problema di ottimizzazione è trovare una soluzione ottima \(\tilde{\boldsymbol{x}}(P)\), quando esiste, e non soltanto determinare il valore ottimo \(z(P)\).

  • Nelle figure di questo capitolo, il grafico della funzione obiettivo sulla regione ammissibile è rosso, la regione ammissibile è la parte rossa dell'asse \(x\) e le soluzioni ottime sono blu. Un cerchio vuoto indica un estremo che non appartiene alla regione ammissibile.

Esempio 5.1: un problema di ottimizzazione con funzione obiettivo quadratica

Consideriamo la seguente funzione obiettivo e la seguente regione ammissibile:

\[ f:\R \to \R,~ f: x \mapsto x^2 \qquad \text{e} \qquad F=\{\, x \in \R : -1 \le x \le 2 \,\} = [-1,2]. \]

I problemi di ottimizzazione associati, in forma di minimo e in forma di massimo, sono:

\[\begin{equation*} \min \bigg\{\, x^2 \ \text{ soggetto a } -1 \le x \le 2 \,\bigg\} \qquad \text{e} \qquad \max \bigg\{\, x^2 \ \text{ soggetto a } -1 \le x \le 2 \,\bigg\} \end{equation*}\]

Figura 1

  • Per la forma di minimo, poiché \(f(x) = x^2 \ge 0 = f(0)\) per ogni \(x\) ammissibile, e \(x^2 = 0\) solo per \(x=0\), l'unica soluzione ottima e il valore ottimo sono:

    \[ \tilde{\boldsymbol x}(P) = (0) \quad \text{e} \quad z(P) = 0. \]
  • Per la forma di massimo, per ogni \(x\) ammissibile abbiamo \(|x| \le 2\) e quindi \(f(x) = |x|^2 \le 4 = f(2)\), con \(x^2 = 4\) solo per \(x=-2\) e \(x=2\); poiché \(-2 \notin F\), l'unica soluzione ottima e il valore ottimo sono:

    \[ \tilde{\boldsymbol x}(P) = (2) \quad \text{e} \quad z(P) = 4. \]

Le soluzioni ottime si trovano direttamente dalla definizione: confrontiamo il valore della funzione obiettivo in un punto candidato con il suo valore in ogni soluzione ammissibile.

Esempio 5.2: un problema di ottimizzazione con infinite soluzioni ottime

Consideriamo la seguente funzione obiettivo e la seguente regione ammissibile:

\[ f:\R \to \R,~ f: x \mapsto \max\{\, 0,\; |x|-1 \,\} \qquad \text{e} \qquad F=[-3,3]. \]

La funzione obiettivo vale \(f(x) = 0\) per \(-1 \le x \le 1\) e \(f(x) = |x|-1\) altrimenti: il suo grafico è formato da tre segmenti.

Figura 2

  • Per la forma di minimo, \(f(x) \ge 0\) per ogni \(x\) ammissibile, e \(f(x) = 0\) esattamente per \(-1 \le x \le 1\). Il problema ha infinite soluzioni ottime (il segmento blu) e il valore ottimo è:

    \[ \argmin \big\{\, \max\{0,|x|-1\} \ \text{ soggetto a } -3 \le x \le 3 \,\big\} = [-1,1] \quad \text{e} \quad z(P) = 0. \]
  • Per la forma di massimo, per ogni \(x\) ammissibile abbiamo \(|x| \le 3\) e quindi \(f(x) \le \max\{0,\, 3-1\} = 2\), con \(f(x) = 2\) solo per \(x=-3\) e \(x=3\). Il problema ha due soluzioni ottime e il valore ottimo è:

    \[ \argmax \big\{\, \max\{0,|x|-1\} \ \text{ soggetto a } -3 \le x \le 3 \,\big\} = \{-3,\,3\} \quad \text{e} \quad z(P) = 2. \]
  • Una soluzione ottima di un problema di ottimizzazione può non esistere per uno dei tre motivi seguenti:

    1. Se la funzione obiettivo decresce indefinitamente in un problema di minimo o cresce indefinitamente in un problema di massimo, il problema di ottimizzazione si dice illimitato. In questi casi si ha, rispettivamente, \(z(P) = -\infty\) e \(z(P) = +\infty\).

    2. Se la regione ammissibile è vuota, cioè non esistono soluzioni, il problema di ottimizzazione si dice inammissibile. In questi casi \(z(P)\) non è definito.

    3. Se l'estremo inferiore (o superiore) della funzione obiettivo esiste ma non è raggiunto nella regione ammissibile, si dice che il problema di ottimizzazione ha un estremo inferiore (o superiore) non raggiunto, come negli Esempi 5.5 e Esempio 5.6. In questi casi \(z(P)\) non è definito.

  • Nella forma di minimo, una soluzione ottima è un punto di minimo e il corrispondente valore ottimo è il minimo della funzione obiettivo sulla regione ammissibile.

    Analogamente, nella forma di massimo, una soluzione ottima è un punto di massimo e il corrispondente valore ottimo è il massimo della funzione obiettivo sulla regione ammissibile.

Esempio 5.3: un problema di ottimizzazione illimitato

Consideriamo la seguente funzione obiettivo e la seguente regione ammissibile:

\[ f:\R \to \R,~ f: x \mapsto (x-2)^2 \qquad \text{e} \qquad F=\R. \]

La regione ammissibile è l'intera retta reale: il grafico prosegue verso l'alto su entrambi i lati della figura.

Figura 3

  • Per la forma di minimo, poiché \(f(x) = (x-2)^2 \ge 0 = f(2)\) per ogni \(x \in \R\), e \((x-2)^2 = 0\) solo per \(x=2\), l'unica soluzione ottima e il valore ottimo sono:

    \[ \tilde{\boldsymbol x}(P) = (2) \quad \text{e} \quad z(P) = 0. \]
  • Per la forma di massimo, la funzione obiettivo cresce indefinitamente: per ogni valore \(M \ge 0\), la soluzione ammissibile \(x = M+3\) ha

    \[ f(M+3) = (M+1)^2 \ge M+1 > M. \]

    Nessuna soluzione ammissibile può essere ottima e il problema è illimitato: \(z(P) = +\infty\).

Esempio 5.4: un problema di ottimizzazione inammissibile

Consideriamo la seguente funzione obiettivo e la seguente regione ammissibile:

\[ f:\R \to \R,~ f: x \mapsto x^2 \qquad \text{e} \qquad F=\{\, x \in \R : x^2 \le -1 \,\}. \]

Poiché \(x^2 \ge 0 > -1\) per ogni \(x \in \R\), nessun punto soddisfa il vincolo e la regione ammissibile è vuota: \(F = \emptyset\). Sia la forma di minimo sia la forma di massimo sono inammissibili: non hanno soluzioni ammissibili, quindi nemmeno soluzioni ottime, e \(z(P)\) non è definito.

Esempio 5.5: un problema di ottimizzazione con estremo inferiore non raggiunto

Consideriamo la seguente funzione obiettivo e la seguente regione ammissibile:

\[ f:\R \to \R,~ f: x \mapsto x^2 \qquad \text{e} \qquad F=\{\, x \in \R : 0 < x \le 1 \,\} = (0,1]. \]

Il punto \(x=0\) non appartiene alla regione ammissibile (cerchio vuoto nella figura).

Figura 4

  • Per la forma di minimo, \(f(x) = x^2 > 0\) per ogni \(x\) ammissibile, e i valori di \(f\) si avvicinano a \(0\) quanto vogliamo: l'estremo inferiore di \(f\) su \(F\) è \(0\). Tuttavia, nessuna soluzione ammissibile è ottima: per ogni \(x \in F\), il punto \(\frac{x}{2}\) è ammissibile e

    \[ f\Big(\frac{x}{2}\Big) = \frac{x^2}{4} < x^2 = f(x). \]

    Il problema ha un estremo inferiore non raggiunto: non esiste una soluzione ottima e \(z(P)\) non è definito.

  • Per la forma di massimo, per ogni \(x\) ammissibile abbiamo \(0 < x \le 1\) e quindi \(f(x) = x^2 \le 1 = f(1)\), con \(x^2 = 1\) solo per \(x=1\) in \(F\). L'unica soluzione ottima e il valore ottimo sono:

    \[ \tilde{\boldsymbol x}(P) = (1) \quad \text{e} \quad z(P) = 1. \]

Esempio 5.6: un estremo inferiore non raggiunto all'infinito

Consideriamo la seguente funzione obiettivo e la seguente regione ammissibile:

\[ f:\R \setminus \{0\} \to \R,~ f: x \mapsto \frac{1}{x} \qquad \text{e} \qquad F=\{\, x \in \R : x > 0 \,\} = (0,+\infty). \]

I problemi di ottimizzazione associati, in forma di minimo e in forma di massimo, sono:

\[\begin{equation*} \min \bigg\{\, \frac{1}{x} \ \text{ soggetto a } x > 0 \,\bigg\} \qquad \text{e} \qquad \max \bigg\{\, \frac{1}{x} \ \text{ soggetto a } x > 0 \,\bigg\} \end{equation*}\]

Il punto \(x=0\) non appartiene alla regione ammissibile (cerchio vuoto nella figura). Il grafico prosegue verso destra, avvicinandosi all'asse \(x\), e verso l'alto, avvicinandosi alla retta tratteggiata \(x=0\).

Figura 5

  • Per la forma di minimo, \(f(x) = \frac{1}{x} > 0\) per ogni \(x\) ammissibile, e i valori di \(f\) si avvicinano a \(0\) quanto vogliamo per \(x \to +\infty\): l'estremo inferiore di \(f\) su \(F\) è \(0\). Tuttavia, nessuna soluzione ammissibile è ottima: per ogni \(x \in F\), il punto \(2x\) è ammissibile e

    \[ f(2x) = \frac{1}{2x} < \frac{1}{x} = f(x). \]

    Il problema ha un estremo inferiore non raggiunto: non esiste una soluzione ottima e

    \[ \inf \bigg\{\, \frac{1}{x} \ \text{ soggetto a } x > 0 \,\bigg\} = 0, \qquad z(P) \ \text{non è definito}. \]
  • Per la forma di massimo, la funzione obiettivo cresce indefinitamente per \(x \to 0^+\): per ogni valore \(M > 0\), la soluzione ammissibile \(x = \frac{1}{M+1}\) ha

    \[ f\Big(\frac{1}{M+1}\Big) = M+1 > M. \]

    Nessuna soluzione ammissibile può essere ottima e il problema è illimitato:

    \[ \sup \bigg\{\, \frac{1}{x} \ \text{ soggetto a } x > 0 \,\bigg\} = +\infty \qquad \text{e} \qquad z(P) = +\infty. \]

5.1.2 Soluzioni ammissibili e limitazioni sul valore ottimo

  • Data

    \[ \underbrace{ \begin{pmatrix} \bar x_1 \\ \bar x_2 \\ \vdots \\ \bar x_n \end{pmatrix} }_{\bar{\boldsymbol x}(P)} \in F \]

    una soluzione ammissibile di un problema di ottimizzazione, abbiamo

    1. in forma di minimo, il seguente upper bound:

      \[ z(P) \le \underbrace{f(\bar{\boldsymbol{x}}(P))}_{UB(\bar{\boldsymbol x})} . \]
    2. in forma di massimo, il seguente lower bound:

      \[ \underbrace{f(\bar{\boldsymbol{x}}(P))}_{LB(\bar{\boldsymbol x})} \le z(P) . \]

    A titolo illustrativo, la figura seguente considera quattro soluzioni ammissibili

    \[ \bar{\boldsymbol x}^{(1)}, \bar{\boldsymbol x}^{(2)}, \bar{\boldsymbol x}^{(3)}, \bar{\boldsymbol x}^{(4)} \in F \]

    e mostra come esse forniscano lower bound nel caso di massimo e upper bound nel caso di minimo per il valore ottimo \(z(P)\) (la quarta raggiunge il valore ottimo).

    Figura 6

Esempio 5.7: limitazioni fornite da soluzioni ammissibili

Consideriamo di nuovo la funzione obiettivo \(f(x) = x^2\) e la regione ammissibile \(F=[-1,2]\) dell'esempio con funzione obiettivo quadratica, dove \(z(P) = 0\) in forma di minimo e \(z(P) = 4\) in forma di massimo. Le soluzioni ammissibili

\[ \bar{\boldsymbol x}^{(1)} = (-1), \qquad \bar{\boldsymbol x}^{(2)} = \Big(\frac{1}{2}\Big), \qquad \bar{\boldsymbol x}^{(3)} = (1) \]

hanno valori obiettivo \(1\), \(\frac{1}{4}\) e \(1\). Quindi:

  • in forma di minimo, forniscono gli upper bound \(UB(\bar{\boldsymbol x}^{(1)}) = 1\), \(UB(\bar{\boldsymbol x}^{(2)}) = \frac{1}{4}\) e \(UB(\bar{\boldsymbol x}^{(3)}) = 1\) su \(z(P) = 0\); il migliore è \(\frac{1}{4}\), il più piccolo;

  • in forma di massimo, forniscono i lower bound \(LB(\bar{\boldsymbol x}^{(1)}) = 1\), \(LB(\bar{\boldsymbol x}^{(2)}) = \frac{1}{4}\) e \(LB(\bar{\boldsymbol x}^{(3)}) = 1\) su \(z(P) = 4\); il migliore è \(1\), il più grande.

Nessuna di queste limitazioni è uguale al valore ottimo: una limitazione ci dice quanto il valore ottimo può distare dal valore di una soluzione ammissibile nota, senza calcolarlo.

5.2 Proprietà dei problemi di ottimizzazione

  • Le seguenti proprietà valgono per ogni problema di ottimizzazione.

  • Nel seguito enunciamo le proprietà usando \(\min\) e \(\max\) solo nel caso in cui il minimo e il massimo esistono (cioè sono raggiunti sulla regione ammissibile); altrimenti, gli enunciati analoghi valgono sostituendo \(\min/\max\) con \(\inf/\sup\).

  • Per ogni funzione obiettivo \(f\) e ogni regione ammissibile \(F\), abbiamo:

    \[\begin{align*} \label{PropMinMax} \min \bigg\{\, f(\boldsymbol{x}) \text{ soggetto a } \boldsymbol{x}\in F \,\bigg\} &= -\,\max \bigg\{\, -f(\boldsymbol{x}) \text{ soggetto a } \boldsymbol{x}\in F \,\bigg\} \tag{5.1} \end{align*}\]
  • Le soluzioni ottime non cambiano: un punto minimizza \(f\) su \(F\) se e solo se massimizza \(-f\) su \(F\). Nelle figure di questa sezione, la funzione obiettivo originale è rossa, quella trasformata è viola, la regione ammissibile è la parte rossa dell'asse \(x\) e le soluzioni ottime sono blu.

Esempio 5.8: proprietà: minimo e massimo

\[ \begin{aligned} &\underbrace{\min \left\{\, \frac{1}{5}x^2+1 \text{ soggetto a } -5 \le x \le 5 \,\right\}}_{=1}\\[1ex] &\qquad = -\,\underbrace{\max \left\{\, -\left( \frac{1}{5}x^2+1 \right) \text{ soggetto a } -5 \le x \le 5 \,\right\}}_{=-1} \end{aligned} \]

Infatti, \(\frac{1}{5}x^2+1 \ge 1\) e \(-\left(\frac{1}{5}x^2+1\right) \le -1\) per ogni \(x\), con l'uguaglianza solo per \(x=0\): entrambi gli ottimi sono raggiunti in \(x=0\).

Figura 7

  • Per ogni funzione obiettivo, ogni regione ammissibile e ogni \(a \in \R\), abbiamo:

    \[\begin{align*} \min \bigg\{\, a + f(\boldsymbol{x}) \text{ soggetto a } \boldsymbol{x}\in F \,\bigg\} &= a + \min \bigg\{\, f(\boldsymbol{x}) \text{ soggetto a } \boldsymbol{x}\in F \,\bigg\} \tag{5.2} \end{align*}\]
  • Aggiungere una costante sposta il grafico della funzione obiettivo verso l'alto o verso il basso: le soluzioni ottime non cambiano.

Esempio 5.9: proprietà: somma di una costante

\[ \begin{aligned} &\underbrace{\min \left\{\, \frac{1}{5}x^2-6 \text{ soggetto a } -5 \le x \le 5 \,\right\}}_{=-6}\\[1ex] &\qquad = -6 + \underbrace{\min \left\{\, \frac{1}{5}x^2 \text{ soggetto a } -5 \le x \le 5 \,\right\}}_{=0} \end{aligned} \]

Entrambi i minimi sono raggiunti in \(x=0\), poiché \(\frac{1}{5}x^2 \ge 0\) per ogni \(x\), con l'uguaglianza solo per \(x=0\).

Figura 8

  • Per ogni funzione obiettivo, ogni regione ammissibile e ogni \(a \in \R_{>0}\), abbiamo:

    \[\begin{align*} \min \bigg\{\, a\, f(\boldsymbol{x}) \text{ soggetto a } \boldsymbol{x}\in F \,\bigg\} &= a \; \min \bigg\{\, f(\boldsymbol{x}) \text{ soggetto a } \boldsymbol{x}\in F \,\bigg\} \tag{5.3} \end{align*}\]
  • Moltiplicare per una costante positiva dilata (o comprime) il grafico in verticale: le soluzioni ottime non cambiano.

Esempio 5.10: proprietà: moltiplicazione per una costante positiva

\[ \begin{aligned} &\underbrace{\min \left\{\, 2\left(\frac{1}{5}x^2-3\right) \text{ soggetto a } -5 \le x \le 5 \,\right\}}_{=-6}\\[1ex] &\qquad = 2\,\underbrace{\min \left\{\, \frac{1}{5}x^2-3 \text{ soggetto a } -5 \le x \le 5 \,\right\}}_{=-3} \end{aligned} \]

Entrambi i minimi sono raggiunti in \(x=0\), poiché \(\frac{1}{5}x^2-3 \ge -3\) per ogni \(x\), con l'uguaglianza solo per \(x=0\).

Figura 9

  • Per ogni funzione obiettivo, ogni regione ammissibile e ogni \(a \in \R_{<0}\), abbiamo:

    \[\begin{align*} \min \bigg\{\, a\, f(\boldsymbol{x}) \text{ soggetto a } \boldsymbol{x}\in F \,\bigg\} &= a \; \max \bigg\{\, f(\boldsymbol{x}) \text{ soggetto a } \boldsymbol{x}\in F \,\bigg\} \tag{5.4} \end{align*}\]
  • Moltiplicare per una costante negativa capovolge il grafico: i punti di minimo di \(a\,f\) sono i punti di massimo di \(f\).

Esempio 5.11: proprietà: moltiplicazione per una costante negativa

\[ \begin{aligned} &\underbrace{\min \left\{\, -2\left(\frac{1}{5}x^2-3\right) \text{ soggetto a } -5 \le x \le 5 \,\right\}}_{=-4}\\[1ex] &\qquad = -2\,\underbrace{\max \left\{\, \frac{1}{5}x^2-3 \text{ soggetto a } -5 \le x \le 5 \,\right\}}_{=2} \end{aligned} \]

Per ogni \(x\) ammissibile abbiamo \(|x| \le 5\) e quindi \(\frac{1}{5}x^2-3 \le \frac{25}{5}-3 = 2\), con l'uguaglianza solo per \(x=-5\) e \(x=5\): entrambi i problemi hanno le due soluzioni ottime \(x=-5\) e \(x=5\).

Figura 10

5.3 Soluzioni ottime locali e globali

Definizione 5.3: punto di minimo/massimo e minimo/massimo

Data una funzione \(f:D\subseteq \R^n \rightarrow \R\), un punto \(\tilde{\boldsymbol x} \in D\) è

  • un punto di minimo (punto di minimo globale) di \(f\) in \(D\) se

    \[\begin{equation*} f(\tilde{\boldsymbol x}) ~\le~ f({\boldsymbol x}),~~~~ \forall {\boldsymbol x} \in D \end{equation*}\]

    e \(f(\tilde{\boldsymbol x})\) è il minimo di \(f\) in \(D\);

  • un punto di massimo (punto di massimo globale) di \(f\) in \(D\) se

    \[\begin{equation*} f(\tilde{\boldsymbol x}) ~\ge~ f({\boldsymbol x}),~~~~ \forall {\boldsymbol x} \in D \end{equation*}\]

    e \(f(\tilde{\boldsymbol x})\) è il massimo di \(f\) in \(D\).

  • Un punto di minimo (massimo) si chiama anche minimizzatore (massimizzatore) di \(f\) in \(D\).

  • Possono esistere più punti di minimo (massimo), anche infiniti, come nell'Esempio 5.2.

  • Le soluzioni ottime di un problema di minimo (massimo) con funzione obiettivo \(f\) e regione ammissibile \(F\) sono i punti di minimo (massimo) di \(f\) in \(F\): sono i suoi ottimi globali.

Definizione 5.4: intorno sferico di raggio \(\delta\)

Dati un punto \(\bar{\boldsymbol x} \in \R^n\) e un valore \(\delta \in \R_{>0}\), l'intorno sferico di raggio \(\delta\) associato è:

\[ N(\bar{\boldsymbol x},\delta)=\bigg\{ ~~{\boldsymbol x} \in \R^n:~ ||\bar{\boldsymbol x}-{\boldsymbol x}|| < \delta~\bigg\} \]
  • Il valore \(||\bar{\boldsymbol x}-{\boldsymbol x}||\) è la distanza euclidea tra un generico punto \({\boldsymbol x} \in \R^n\) e il punto \(\bar{\boldsymbol x} \in \R^n\), il centro dell'intorno:

    \[ ||\bar{\boldsymbol x}-{\boldsymbol x}|| = \sqrt{\sum_{j=1}^n (\bar x_j - x_j)^2}. \]

    L'intorno \(N(\bar{\boldsymbol x},\delta)\) contiene i punti la cui distanza dal centro è minore del raggio \(\delta\): in \(\R\) è l'intervallo aperto \((\bar x-\delta,\, \bar x+\delta)\), in \(\R^2\) è il disco aperto di centro \(\bar{\boldsymbol x}\) e raggio \(\delta\), privo della circonferenza che lo delimita.

Esempio 5.12: intorni sferici

Consideriamo il punto \(\bar{\boldsymbol x} = \begin{pmatrix} 4 \\ 4 \end{pmatrix} \in \R^2\) e i raggi \(\delta_1=1\) e \(\delta_2=2\). Gli intorni sferici di raggio \(\delta\) associati

\[ N\left(\begin{pmatrix} 4 \\ 4 \end{pmatrix},1\right) = \left\{ {\boldsymbol x} \in \R^2 : \sqrt{(4-x_1)^2+(4-x_2)^2} < 1 \right\} \]

e

\[ N\left(\begin{pmatrix} 4 \\ 4 \end{pmatrix},2\right) = \left\{ {\boldsymbol x} \in \R^2 : \sqrt{(4-x_1)^2+(4-x_2)^2} < 2 \right\} \]

sono i dischi rossi nella figura: il disco più scuro è \(N\big(\bar{\boldsymbol x},1\big)\), che è contenuto in \(N\big(\bar{\boldsymbol x},2\big)\). Le circonferenze che li delimitano sono tratteggiate perché non appartengono agli intorni: per esempio, i punti \(\begin{pmatrix} 4 \\ 5 \end{pmatrix}\) e \(\begin{pmatrix} 6 \\ 4 \end{pmatrix}\) (cerchi vuoti) hanno distanza dal centro esattamente \(1\) e \(2\), rispettivamente.

Figura 11

Definizione 5.5: punto di minimo/massimo locale e minimo/massimo locale

Data una funzione \(f:D\subseteq \R^n \rightarrow \R\), un punto \(\bar{\boldsymbol x} \in D\) è

  • un punto di minimo locale di \(f\) in \(D\) se esiste un intorno sferico \(N(\bar{\boldsymbol x},\delta)\) con \(\delta \in \R_{>0}\) tale che:

    \[ f(\bar{\boldsymbol x}) ~\le~ f({\boldsymbol x}),~~~~ \forall {\boldsymbol x} \in N(\bar{\boldsymbol x},\delta) \cap D \]

    e \(f(\bar{\boldsymbol x})\) è un minimo locale di \(f\) in \(D\);

  • un punto di massimo locale di \(f\) in \(D\) se esiste un intorno sferico \(N(\bar{\boldsymbol x},\delta)\) con \(\delta \in \R_{>0}\) tale che:

    \[ f(\bar{\boldsymbol x}) ~\ge~ f({\boldsymbol x}),~~~~ \forall {\boldsymbol x} \in N(\bar{\boldsymbol x},\delta) \cap D \]

    e \(f(\bar{\boldsymbol x})\) è un massimo locale di \(f\) in \(D\).

  • Possono esistere più punti di minimo (massimo) locale, anche infiniti.

  • Per dimostrare con la definizione che un punto è un punto di minimo (massimo) locale, basta esibire un raggio \(\delta\) per cui la disuguaglianza vale in \(N(\bar{\boldsymbol x},\delta) \cap D\); anche ogni raggio più piccolo va bene.

Esempio 5.13: punti di minimo locale

Consideriamo la seguente funzione:

\[\begin{equation*} f: \R^2 \rightarrow \R,~~f: \begin{pmatrix} x_1 \\ x_2 \end{pmatrix} \mapsto x_1^2 + x_2^2 - \frac{1}{2}x_1^2 x_2^2. \end{equation*}\]

Questo è il grafico della funzione in \([-3,3]\times[-3,3]\); il punto viola è \(\big(0,0,f(0,0)\big) = (0,0,0)\).

Figura 12

Per dimostrare che il punto \(\begin{pmatrix}0\\0\end{pmatrix}\) è un punto di minimo locale, usiamo l'intorno sferico di raggio \(\delta\) dato da \(N\!\left(\begin{pmatrix}0\\0\end{pmatrix},1\right)\). Per ogni \(\begin{pmatrix}x_1\\x_2\end{pmatrix}\in N\!\left(\begin{pmatrix}0\\0\end{pmatrix},1\right)\) abbiamo \(x_2^2 \le x_1^2+x_2^2<1\), da cui \(1-\dfrac{x_2^2}{2} > \dfrac{1}{2}\), e quindi:

\[ f\!\left(\begin{pmatrix}x_1\\x_2\end{pmatrix}\right)-f\!\left(\begin{pmatrix}0\\0\end{pmatrix}\right) = x_1^2 + x_2^2 - \frac{1}{2}x_1^2x_2^2 = x_1^2\!\left(1-\frac{x_2^2}{2}\right)+x_2^2 \ge \frac{1}{2}x_1^2 + x_2^2 \ge 0, \]

con l'uguaglianza solo per \(x_1=x_2=0\). Ne segue che

\[ f\!\left(\begin{pmatrix}0\\0\end{pmatrix}\right)\le f\!\left(\begin{pmatrix}x_1\\x_2\end{pmatrix}\right), \qquad \forall \begin{pmatrix}x_1\\x_2\end{pmatrix}\in N\!\left(\begin{pmatrix}0\\0\end{pmatrix},1\right), \]

e \(\begin{pmatrix}0\\0\end{pmatrix}\) è un punto di minimo locale di \(f\) in \(\R^2\), con minimo locale \(0\). Non è un punto di minimo (globale), poiché

\[ f\!\left(\begin{pmatrix}3\\3\end{pmatrix}\right) = 9 + 9 - \frac{81}{2} = -\frac{45}{2} < 0 = f\!\left(\begin{pmatrix}0\\0\end{pmatrix}\right). \]
  • Ogni punto di minimo (globale) è un punto di minimo locale (con qualsiasi \(\delta\)), e ogni punto di massimo (globale) è un punto di massimo locale. Il viceversa è falso: un punto di minimo locale può non essere un punto di minimo, come mostrano l'esempio precedente e il seguente.

Esempio 5.14: un minimo locale che non è un minimo globale

Consideriamo la seguente funzione:

\[ f: [-4,4] \to \R,~ f: x \mapsto \min\big\{\, (x+2)^2,\; (x-2)^2+1 \,\big\}. \]

Poiché \((x+2)^2 \le (x-2)^2+1\) se e solo se \(8x \le 1\), abbiamo

\[ f(x) = \begin{cases} (x+2)^2 & \text{se } -4 \le x \le \frac{1}{8},\\[1ex] (x-2)^2+1 & \text{se } \frac{1}{8} \le x \le 4. \end{cases} \]

Nella figura, i punti di minimo e di massimo globale sono blu e gli altri punti di minimo e di massimo locale sono viola.

Figura 13

  • Minimo globale. Sia \((x+2)^2\) sia \((x-2)^2+1\) sono non negativi, quindi \(f(x) \ge 0 = f(-2)\) per ogni \(x \in [-4,4]\); poiché \((x-2)^2+1 \ge 1\), \(f(x) = 0\) solo per \(x=-2\). Il punto \(x=-2\) è l'unico punto di minimo e il minimo è \(0\).

  • Minimo locale che non è globale. Nell'intorno \(N\big((2),1\big) = (1,3)\) abbiamo \(x \ge \frac{1}{8}\), e quindi

    \[ f(x) = (x-2)^2+1 \ge 1 = f(2), \qquad \forall x \in N\big((2),1\big) \cap [-4,4] = (1,3). \]

    Il punto \(x=2\) è un punto di minimo locale e \(1\) è un minimo locale; non è un punto di minimo (globale), poiché \(f(-2) = 0 < 1 = f(2)\).

  • Massimo globale. Per \(-4 \le x \le \frac{1}{8}\) abbiamo \(-2 \le x+2 \le \frac{17}{8}\) e quindi \(f(x) = (x+2)^2 \le \big(\frac{17}{8}\big)^2 = \frac{289}{64} < 5\). Per \(\frac{1}{8} \le x \le 4\) abbiamo \(-\frac{15}{8} \le x-2 \le 2\) e quindi \(f(x) = (x-2)^2+1 \le 4+1 = 5\), con l'uguaglianza solo per \(x=4\). Il punto \(x=4\) è l'unico punto di massimo e il massimo è \(5\).

  • Massimi locali che non sono globali. In \(N\big((-4),1\big) \cap [-4,4] = [-4,-3)\) abbiamo \(-2 \le x+2 < -1\) e quindi \(f(x) = (x+2)^2 \le 4 = f(-4)\): il punto \(x=-4\) è un punto di massimo locale. In \(N\big((\frac{1}{8}),1\big) = (-\frac{7}{8},\frac{9}{8})\) abbiamo \(0 < x+2 \le \frac{17}{8}\) quando \(x \le \frac{1}{8}\), per cui \(f(x) = (x+2)^2 \le \frac{289}{64}\), e \(-\frac{15}{8} \le x-2 < 0\) quando \(x \ge \frac{1}{8}\), per cui \(f(x) = (x-2)^2+1 \le \frac{225}{64}+1 = \frac{289}{64}\); in entrambi i casi \(f(x) \le f(\frac{1}{8})\): il punto \(x=\frac{1}{8}\) è un punto di massimo locale. Nessuno dei due è un punto di massimo (globale), poiché \(f(-4) = 4 < 5\) e \(f(\frac{1}{8}) = \frac{289}{64} < 5\).

Consideriamo il problema di ottimizzazione \(\min \{\, f(x) \text{ soggetto a } -4 \le x \le 4 \,\}\): un metodo che guarda solo i punti vicini a \(x=2\) trova il minimo locale \(1\), ma il valore ottimo è \(z(P) = 0\), raggiunto in \(\tilde{\boldsymbol x}(P) = (-2)\).


Esercizi su questo capitolo: Problemi di ottimizzazione

Laboratorio interattivo

Le idee del capitolo, da toccare con mano: muovi i cursori e trascina i punti. Tutti i grafici del corso sono nel laboratorio interattivo.